Mariela Castrillejo, psicoanalista argentina. Dal 1991 vive e lavora in Italia. Attualmente la sua pratica si svolge a Trieste e a Bologna.
L’esperienza clinica comincia nel 1984 in un ospedale argentino trattando i sintomi emergenti nel sociale. In Italia si forma a Milano con Massimo Recalcati.
Animata dal desiderio di rendere accessibile a tutti l’esperienza della psicoanalisi, segue il suo maestro nella fondazione nel gennaio 2003 di “Jonas Onlus: Centro di clinica psicoanalitica per i nuovi sintomi”, di cui è il presidente tra il 2007 e il 2014.
È membro del coordinamento scientifico dell’IRPA, Istituto de Ricerca di psicoanalisi applicata scuola di specializzazione in psicoterapia riconosciuta dove insegna Psicopatologia delle Dipendenze.
Svolge in diversi ambiti corsi di formazione rivolti a operatori sociali, educatori, insegnanti, psicologi e medici.
Ha pubblicato numerosi articoli scientifici sul tema della nuova clinica psicoanalitica. Ha curato per Franco Angeli le pubblicazioni: Ritratti della nuova clinica. Psicoanalisi dei sintomi contemporanei (2010) e Il soggetto fuorilegge. Psicoanalisi, legalità e diritto (2016).
Venerdì 18 ottobre 2019
VISIONI
h. 22:30 | Sala Boxe Omero
PSICOANALISI E TELEVISIONE.
A PARTIRE DA LESSICO AMOROSO
Andrea Bellavita
Mariela Castrillejo
Simone Regazzoni
Con Massimo Recalcati
È possibile portare la psicoanalisi in tv tenendo incollati davanti allo schermo 500.000 telespettatori. Sembra un’impresa impossibile, ma è la scommessa vinta da Massimo Recalcati col suo Lessico amoroso. Un’opera sperimentale e popolare, in grado di raggiungere il pubblico di massa mantenendo il rigore del pensiero e la poeticità della parola. Un’opera che ha suscitato accesi dibattiti e reazioni contrastanti, che il volume Psicoanalisi e televisione, a cura di Mariela Castrillejo e Simone Regazzoni, approfondisce e rilancia.
Sabato 19 ottobre 2019
DIALOGHI
h. 19:00 | Sala delle Polveri
IL BAMBINO DELLA PSICOANALISI
Mariela Castrillejo
Uberto Zuccardi Merli
Iniziativa valida per la formazione dei Docenti
La nascita di un bambino non coincide con la nascita di un soggetto. Il soggetto nasce molto tempo dopo grazie all’incontro con l’altro. La clinica del bambino prematuro offre un accesso privilegiato alla fragilità di questa transizione. Pensiamo all’incontro del bambino con un mondo di macchinari indispensabili ma estranei a ogni possibilità di simbolizzazione. Lo stesso si può dire della clinica della prima infanzia, che documenta tutte le incertezze, le elusioni, i fallimenti nel rapporto con l’altro. Ne rileviamo le ricadute nel disgregarsi del discorso educativo contemporaneo, nell’uso di psicofarmaci in età precoce, nella presenza sempre più invadente delle tecnologie nell’ambito del gioco.
