Mancava in Italia un luogo aperto di riflessione sul tema della cura, decisivo nella vita di ciascuno di noi come di ogni comunità. Abbiamo inaugurato questo luogo nel 2016 e da subito Kum! si è imposto come un appuntamento di rilievo nazionale e internazionale in cui specialisti delle più diverse discipline umanistiche e scientifiche sono stati invitati a riflettere insieme al pubblico in un dialogo serrato e ogni volta imprevedibile.
Negli anni, KUM! ha ospitato quasi 500 medici, psicoanalisti, psichiatri, pedagogisti, ma anche poeti e scrittori, filosofi e biologi, storici e antropologi che hanno condiviso e raccontato il loro lavoro in presa diretta sui tanti volti del prendersi cura e della ripartenza. Per questo la parola che identifica il festival è la parola KUM! Essa ricorre almeno due volte nel testo biblico, la prima a proposito delle vicende del profeta Giona. Dio, rivolgendosi al profeta, lo scuote dal suo sonno profondo rivolgendogli l’imperativo kum!, sveglia!, alzati! Si tratta di un invito onomatopeico, di una chiamata che esige movimento, ripartenza, responsabilità. La seconda occorrenza di questa antica parola la ritroviamo nei racconti evangelici delle guarigioni e delle risurrezioni compiute da Gesù, che alla figlia del notabile Giairo, morta da poco, lancia lo stesso appello miracoloso: “Alzati, cammina!”.
















