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ANCONA, 05/01/2020 - Il direttore scientifico di KUM! Festival Massimo Recalcati, ha aderito al team che l’assessore comunale alla cultura, Paolo Marasca, sta mettendo in piedi per preparare il dossier da presentare entro il marzo alla commissione ministeriale per la valutazione della candidatura di Ancona a Capitale della cultura 2021.

“Sono entusiasta all’idea che Ancona possa rappresentare la cultura del nostro Paese”, è il commento di Recalcati che si legge sulle pagine de il Resto del Carlino, “negli ultimi anni la città è rifiorita in una nuova primavera”.

Nel mese di dicembre, il Sindaco di Ancona Valeria Mancinelli ha presentato la manifestazione di interesse per la candidatura del Capoluogo della Regione Marche. Alla manifestazione di interesse dovrĂ  seguire, entro il 2 marzo 2020, il dossier di presentazione della candidatura.

"Abbiamo candidato Ancona per molte ragioni, commenta l'assessore alla Cultura Paolo Marasca, "la prima, è la progressiva crescita della città sul piano culturale, confermata dai dati nazionali e della quale dobbiamo ringraziare un territorio straordinariamente ricettivo sia sul piano della proposta, sia sul piano della domanda di cultura.

La seconda, è il fatto che Ancona, capoluogo di una Regione straordinaria sul piano del patrimonio e dell’innovazione culturale, è sede di istituzioni culturali di grande prestigio e in continuo sviluppo, come il nostro Teatro, uno dei 16 teatri di rilevante interesse culturale d’Italia, una collezione museale importantissima, La Mole, che ha avuto uno sviluppo impressionante ed è ancora a metà del suo cammino.

La terza, è il fermento culturale, in particolar modo giovanile, degli ultimi anni, con un’intraprendenza e una capacità di innovazione di grande portata per quel che concerne i festival che nascono dal territorio, con una spinta e un desiderio che la città ancora non aveva mai conosciuto e che noi dobbiamo assecondare e alimentare, anche attraverso la candidatura a Capitale italiana della cultura.

Infatti, le persone che operano nella cultura, che organizzano festival, che lavorano alle attività, hanno bisogno di un’istituzione pubblica che le sostenga anche condividendo con loro obiettivi così importanti. Ancona può e deve avere questa ambizione.

C’è una quarta ragione, particolarmente significativa: il bando a Capitale Italiana della cultura è un bando che contiene le stesse parole d’ordine che abbiamo tenuto avanti a noi come stelle guida in questi anni, e che ci guidano tuttora: trasversalità; giovani; tolleranza; rapporto con l’altro; cura; cultura intesa come possibilità e come innovazione; produzione; creatività connessa con l’impresa.

Si tratta, dunque, di un bando che cerca caratteristiche precise nella politica culturale di una città, caratteristiche che noi siamo convinti di avere. Intendiamo questa candidatura come un lancio, non come un punto di arrivo, come la possibilità di lavorare tutti assieme, da vera comunità, al perseguimento di un obiettivo. Siamo pronti a ricoprire quel ruolo perché, in questi anni, decine di persone estremamente in gamba si sono dimostrate all’altezza, lavorando e collaborando con il Comune. Dunque, fermarci non è possibile, dobbiamo puntare sempre più in alto.”

Il Comune di Ancona aveva presentato la manifestazione di interesse nel 2018, ma si era ritirata, comunicandolo alla Regione, per lasciare spazio a Macerata, capoluogo di una provincia ferita dal recente sisma: “Oggi siamo ancora più pronti, - prosegue Marasca - stiamo ristrutturando l’intera organizzazione della cultura cittadina per rispondere alla crescita, e il Bando è una grande occasione per farlo nel migliore dei modi. A brevissimo contatteremo gli operatori e le realtà del territorio per allargare la platea degli attori coinvolti, sapendo di avere tutte le carte in regola per competere, ma anche sapendo che si tratta di un inizio, e che tante cose sono ancora da fare.”

Il Porto Antico, La Mole, i grandi festival come KUM! e La mia generazione e i festival di altissimo livello del territorio, la produzione e la programmazione teatrale e musicale, l’immensa storia di una città che vanta 2400 anni dalla fondazione, ma soprattutto un approccio contemporaneo al settore culturale, che privilegia le speranze dei giovani, il desiderio di comunità e il rapporto con l’altro, sono dunque i cardini su cui poggia la candidatura di una grande città di porto.

“Dobbiamo mostrare come la cultura sia anzitutto una grande possibilità di crescita e di crescita di civiltà. Per farlo, ci mettiamo in gioco” conclude l’assessore alla Cultura e Turismo del Comune di Ancona, Paolo Marasca.