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Si chiude con successo l’edizione speciale di KUM!, interamente dedicata a La Cura, per riflettere sul drammatico momento che il mondo sta vivendo con la pandemia.

Massimo Recalcati, ideatore e direttore scientifico di KUM!, e Federico Leoni, che cura il coordinamento scientifico, hanno fortemente voluto una tre-giorni di analisi e approfondimento del trauma e delle dinamiche che l’emergenza sanitaria ha scatenato, certi che solo nell’analisi di questi elementi è contenuto il seme della guarigione.

«È stata un'edizione speciale, un'edizione che non possiamo dimenticare» dichiarano Recalcati e Leoni «È nata in circostanze straordinarie, è stata tutta incentrata sul tentativo di riflettere su quelle circostanze straordinarie. È stata coronata da un successo che non potevamo sperare più ampio, perché è stata sostenuta da un impegno straordinario da parte di tutti: pubblico, istituzioni, relatori, staff. Da parte di chi ha viaggiato, ha pensato, ha ascoltato, ha vegliato alle condizioni che hanno consentito di fare tutto questo nella massima sicurezza. Non era una cosa banale, anzi, era al limite dell'impossibile. Ma allo stesso tempo era la cosa più necessaria, perché riflettere sul trauma, costruire pensiero intorno al trauma, fino a farne un'occasione, è il compito della cultura. E quindi è il compito di ogni soggetto che voglia fare cultura, anche di un festival come KUM!, se KUM! vuole essere un motore di cultura, un luogo di creazione di cultura. È quello che facciamo da quattro anni, ma quest'anno era ancora più importante farlo, ed è ancora più bello averlo fatto».

E il pubblico ha premiato questa scelta, dimostrando, con affetto e responsabilità, il suo legame forte con la manifestazione.
KUM! ha messo al primo posto la sicurezza del suo pubblico: le capienze delle sale sono state riviste per garantire il distanziamento tra le persone, nel rispetto delle norme per la prevenzione sanitaria. 2807 sono state le presenze alla Mole Vanvitelliana – casa del festival e quest’anno più che mai luogo-simbolo della Cura, vista la sua originaria funzione di lazzaretto – registrate con il contapersone, nei tre giorni, da mattina a sera.
Per la prima volta, KUM! è uscito dai confini di Ancona, trasmettendo in diretta streaming tutti i suoi appuntamenti, per aprirsi al pubblico di tutta Italia grazie all’apporto tecnico di Marche Teatro ed Ent Service per la regia di Laura Viezzoli. 115mila le persone raggiunte dai post sulla pagina Facebook di Kum Festival, per un totale di quasi 50mila visualizzazioni dei video trasmessi in diretta streaming sulla pagina stessa. A questi si aggiungono le oltre 7mila visualizzazioni sul sito www.kumfestival.it. Su Instagram il profilo di KUM! ha raggiunto 2mila 500 account con quasi mille interazioni sui contenuti pubblicati e trasmessi.

«La scelta di fare il festival era legata alla necessità di aiutare tante persone a metabolizzare, trovare risposte, affrontare una questione traumatica devastante» commenta Paolo Marasca, Assessore alla Cultura del Comune di Ancona «Mai come ora, KUM! si è dimostrato necessario. E quando una cosa è necessaria, ci si organizza per farla. Noi lo abbiamo fatto con grande senso della cura, attenti ad ogni dettaglio e ad ogni persona. Anche questa è una risposta: si può lavorare, per il bene della comunità, rispettando le urgenze che la realtà di sottopone».

KUM! Festival dà a tutti appuntamento al 2021 per la sua quarta edizione, con il tema: La vita, alla fine.

 

Oggi, venerdì 11 dicembre alle 17:00, la diretta streaming dell'evento "Curare l’inguaribile, imparare dalla pratica" di KUM! Cantiere con Elena Veri e Filippa Calafati. Online su questo sito e sulla pagina Facebook di KUM!