KUM!
Accessibile

Il festival è pensato e costruito per dare la possibilità a qualsiasi persona di arrivare, accedere e fruire delle attività, ma anche di viverlo e goderne con soddisfazione, senza limitazioni. Abbiamo scelto con cura spazi facilmente accessibili a chiunque, ma per segnalare necessità particolari puoi scrivere a prenotazioni@kumfestival.it.

KUM!
LIS

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LIS-KUM

Gli eventi del festival contrassegnati da questo simbolo sono tradotti simultaneamente in lingua dei segni (LIS). Impegno, quello di KUM!, patrocinato da ENS Marche, in prima linea per promuovere crescita, autonomia e piena realizzazione umana delle persone sorde.

KUMEMORIES

Consapevole di non poter soddisfare tutte le esigenze legate a fruibilità e accessibilità, come ulteriore gesto di gesto di cura nei confronti del suo pubblico KUM! favorisce la libera circolazione delle parole e dei discorsi che animano i tre giorni di eventi. Per questo ci impegniamo ad aggiornare costantemente il canale YouTube che costituisce l’archivio digitale del festival e che già raccoglie oltre 400 ore di videoregistrazioni.

KUM! Cantiere
2024

VENERDÌ

5

APRILE
h. 16:00 | Teatro Sperimentale

INAUGURAZIONE KUM! 2024

Saluti istituzionali
A seguire
EVENTO SPECIALE

BAMBINI DI OGGI, ITALIANI DI DOMANI

Marianna Aprile e Annalisa Cuzzocrea

LIS-KUM
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Come saranno gli italiani di domani? Per rispondere non si può che partire da come stanno i bambini di oggi, dal chiederci in quale ambiente crescano, quali diritti si riconoscano davvero loro, quale scuola gli si offra, quale sanità, quali valori. Cosa ci dicono dell’Italia di domani quei bambini detenuti in carcere con le loro madri? E quei 23 ragazzi su 100 che non studiano, non hanno un lavoro né lo cercano (i Neet)? E quei 13 ragazzi su 100 che abbandonano la scuola? E i dati in crescita della criminalità minorile? E il modo in cui stiamo “accogliendo” i 20 mila migranti minori non accompagnati sbarcati sulle nostre coste? I bambini sono lo specchio del mondo che gli adulti hanno disegnato per il futuro. È guardando a loro che si coglie appieno la vertigine del domani.

h. 19:00 | Teatro Sperimentale
LECTIO

CRASH TEST

Edoardo Albinati
LIS-KUM
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Fare scuola in un carcere (come è accaduto a me per quasi trent’anni), mette alla prova sia le capacità individuali e i limiti dell’insegnante, sia la pluralità dei suoi metodi di lavoro (che giocoforza non possono essere uno solo), sia i materiali e i supporti adoperati, sia le potenzialità da sviluppare in un gruppo di studenti dalla preparazione molto diseguale: per età, formazione, provenienza, esperienza e lingua. Se qualcosa sopravvive, se qualcosa funziona in un carcere, forse vuol dire che funzionerà ovunque. Il carcere dunque come luogo di sperimentazione (anche brutale) di contenuti e metodi vecchi e nuovi: programmi, tecnologie, approccio umano, linguaggio, piacere o utilità dell’apprendimento.  Soprattutto insegna ad approfittare del singolo giorno di scuola, della singola ora di lezione come unità di tempo irripetibile e irrecuperabile.

KUM! Cantiere
2024

SABATO

6

APRILE
h. 14:00 | Teatro Sperimentale
LECTIO

IL PASSATO CHE NON PUÒ PASSARE.

Luigina Mortari

LIS-KUM
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Un indicatore del livello di civiltà di una certa comunità è costituito dall’attenzione che quella comunità riserva all’educazione, poiché è attraverso le pratiche educative che gli adulti favoriscono nei giovani lo sviluppo delle competenze necessarie alla realizzazione del proprio cammino esistenziale. Il neoliberismo che governa il discorso politico contemporaneo tende a ridurre l’educazione alla trasmissione di strumentalità tecniche utili al mercato del lavoro. Ma educare è, innanzitutto, aver cura dell’altro, più precisamente aver cura di quei contesti esperienziali che consentiranno il pieno fiorire della sua umanità, con e per gli altri. La scuola, istituzione civile primaria, è dunque chiamata oggi a riscoprire la sua autentica missione educativa, configurandosi come palestra di umanità. Proviamo dunque a ritornare alle nostre radici, lontano nel tempo, rovistando in un passato ancora denso di insegnamenti…

h. 16:30 | Teatro sperimentale
LECTIO

LA PAROLA DELLA SCUOLA

Ivano Dionigi

LIS-KUM
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A chi, se non alla scuola, affidare il compito severo e nobile di queste sfide: interrogare, intelligere, invenire? Quale altra istituzione può oggi assicurare una tale polizza culturale e civile?
Scuola deriva da scholé, parola greca che indica il tempo che il cittadino riservava alla propria formazione (paidéia): non frammentata né monoculturale, che vorrebbe ridurre e confinare a disciplina specifica la stessa educazione sentimentale, bensì integrale e completa, modellata sul cerchio (enkýklios), la forma geometrica perfetta. Una scuola dove i professori (profiteri) non siano declassati a burocrati e umiliati a capoclasse ma, riconosciuti economicamente e socialmente, possano professare a pieno titolo l’affascinare (delectare), l’insegnare (docere), il mobilitare le coscienze (movere), come aruspici di quella cosa tremenda e stupenda che è la vita dei giovani, che Erasmo considerava «il bene più prezioso della città».

h. 19:00 | Teatro Sperimentale
LECTIO

CHE COSA SIGNIFICA TRASMETTERE UN SAPERE VIVO?

Federico Leoni

LIS-KUM
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Un sapere vivo è un sapere che non passa da chi insegna a chi apprende senza cambiare di stato, senza trasformarsi radicalmente, senza generare contenuti inauditi, e senza che l’insegnante e il discente si trasformino a loro volta radicalmente, mostrando di essere non tanto degli emittenti e dei riceventi ma essi stessi dei contenuti di quel processo che è il processo di trasmissione. Chi insegna un sapere vivo insegna quindi qualcosa che non sa ancora, e ne diviene insegnante solo a cose fatte, apprendendo in ritardo ciò che avrà scoperto per strada. Sarà anche lui un apprendista, e gli apprendisti, chiamiamoli così, avvertiranno, nei suoi confronti, quella naturale simpatia che sempre lega chi si trova sulla stessa barca. Ma sulla barca del non sapere ogni apprendista è anzitutto un apprendista stregone. Di quale stregoneria si nutre l’insegnamento, se non della stregoneria del non sapere, e perché il dispositivo pedagogico sembra inseguire con tanto accanimento il sogno opposto, il sogno della sua razionalizzazione e della sua neutralizzazione?

h. 22:00 | Teatro Sperimentale
RITRATTI

JACQUES LACAN. DESIDERIO E GODIMENTO

Massimo Recalcati

LIS-KUM
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Il compito che ciascun soggetto trova davanti a sé nel corso dell'esistenza è quello di annodare l'istanza del desiderio con il carattere inaggirabilmente chiuso e autistico del godimento. Convertire la pulsione nel desiderio, trasformare la chiusura della ripetizione nella radura imprevedibile della creazione è la posta in gioco più propria dell'esperienza psicoanalitica. Ma più in generale questo movimento di conversione e trasformazione della pulsione in desiderio è la posta in gioco di ogni esperienza di trasmissione e di ogni forma di apprendistato alla vita condivisa.

KUM! Cantiere
2024

DOMENICA

7

APRILE
h. 11:30 | Teatro Sperimentale
DIALOGHI

IL '68. ALFABETIZZAZIONE DI UN PAESE, E RITORNO

Gad Lerner, Mauro Magatti e Guido Viale

LIS-KUM
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Il Sessantotto è stato il culmine di un virtuoso percorso di alfabetizzazione della società. È stato un momento in cui larghi settori della società hanno preso parte per la prima volta alla costruzione di una cultura comune e di un inedito desiderio di rinnovamento. L’Antisessantotto che tuttora lo denigra coi luoghi comuni del 6 politico e della fine del merito ha prodotto invece la retrocessione nell’ignoranza di grandi masse. Del resto, è proprio il desiderio di crescita e creazione condivisa, espresso da quella stagione unica, a costituire il bersaglio polemico dell'Antisessantotto e il nemico eterno dell'eterno conservatorismo italiano. Rimettere il sapere nelle mani di pochi, riconsegnare le chiavi della città agli antichi detentori, ecco il progetto oggi, al termine di un lungo ciclo storico, sembra sul punto di realizzarsi senza riserve, spesso col plauso di chi quel progetto restaurativo è destinato a subire.
h. 14:00 | Teatro Sperimentale
LECTIO

LA PAROLA COME PRESIDIO SANITARIO

Erri De Luca

LIS-KUM
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Dovremmo pensare la cultura come presidio medico, come misura sanitaria. In tempi difficili, in tempi di emergenza, il pensiero corre alle scienze, alle tecnologie, ai dati degli economisti. Ma non c'è salute se le cose non trovano salvezza nelle parole, non c'è bene se quel bene non viene coltivato nello spazio comune della cultura. La cura più antica e più necessaria è cura delle parole, perché le parole curano e perché è delle parole che dobbiamo anzitutto prenderci cura.
h. 15:15 | Teatro Sperimentale
LECTIO

LA RADURA DELLA SCUOLA

Massimo Recalcati

LIS-KUM
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Una delle metafore secondo le quali è possibile pensare la scuola è quella della radura. Heidegger la chiamava Lichtung, un termine che allude all'improvviso diradarsi degli alberi nel buio del bosco e che non è senza assonanze con la parola tedesca che indica la luce. La scuola può essere una radura, cioè uno spazio capace di garantire la possibilità dell'imprevisto al cuore della trasmissione della conoscenza, una luce capace di indicare il sapere come oggetto possibile del desiderio e come possibile cammino di soggettivazione del mondo.