KUM! Cantieri

Si chiama KUM! ed è il Festival voluto da Massimo Recalcati per mettere al centro del discorso
pubblico e della diffusione dei saperi i temi della cura e del prendersi cura, della salute e della
malattia, del benessere e del disagio, nelle loro tante declinazioni filosofiche e psicologiche,
mediche e scientifiche, sociali e politiche.
Il sottotitolo, Cantieri, che di anno in anno si declina in maniera più specifica e approfondita, mette
l’accento sull’urgenza della reinvenzione delle nostre teorie e delle nostre pratiche, oltre che sul
lavoro che noi tutti svolgiamo quotidianamente a sostegno della vita delle nostre comunità e della
creazione di valore condiviso. Perché in ogni direzione, dalla scuola all’economia, dalla cultura alla
sanità, dalle istituzioni all’ecologia, è più che mai necessario aprire un’officina, uno spazio di
spregiudicata sperimentazione, un luogo che rinunci alla rassicurante trasmissione di nozioni
precostituite per mettere idee e abitudini consolidate alla prova di questo nostro tempo di
interrogazione e di ripartenza.

Massimo Recalcati KUM! Festival

Mancava in Italia un luogo aperto di riflessione sul tema della cura. Da quasi dieci anni le Marche,
prima ad Ancona, ora a Pesaro, ospitano Kum!, che da subito si è imposto come un appuntamento
di rilievo nazionale e internazionale in cui specialisti delle più diverse discipline umanistiche e
scientifiche sono stati invitati a riflettere insieme al pubblico in un dialogo serrato e ogni volta
imprevedibile.
Negli anni, Kum! ha ospitato oltre 380 medici, psicoanalisti, psichiatri, pedagogisti, ma anche
poeti e scrittori, filosofi e biologi, storici e antropologi che hanno condiviso e raccontato il loro
lavoro in presa diretta sui tanti volti del prendersi cura e della ripartenza. Per questo la parola che
identifica il festival è la parola Kum! Essa ricorre almeno due volte nel testo biblico, la prima a
proposito delle vicende del profeta Giona. Dio, rivolgendosi al profeta, lo scuote dal suo sonno
profondo rivolgendogli l’imperativo kum!, sveglia!, alzati! Si tratta di un invito onomatopeico, di
una chiamata che esige movimento, ripartenza, responsabilità. La seconda occorrenza di questa
antica parola la ritroviamo nei racconti evangelici delle guarigioni e delle risurrezioni compiute da
Gesù, che alla figlia del notabile Giairo, morta da poco, lancia lo stesso appello miracoloso: “Alzati,
cammina!”

Massimo Recalcati, Direttore Scientifico