Jung. Vivere è continuare a risuscitare

Jung. Vivere è continuare a risuscitare

Sabato 20 ottobre, h. 19:00 in Sala delle Polveri
RITRATTI
Jung. Vivere è continuare a risuscitare
Con Romano Madera

L’opera e la biografia di Jung, intrecciate, spaziano nel grande caos della storia d’Europa che brucia nella grande guerra il suo ultimo idolo: la storia non mostra un senso progressivo di civiltà, le illusioni religiose possono essere sostituite, ma il sostituto ideologico o scientifico non rischiara la vita collettiva e neppure quella individuale. Nel grande disordine Jung riparte dal nesso che mostra l’effettualità dello “spirito”, nelle nuove vesti della psiche, nella realtà dei corpi e delle vite degli uomini. La patologia psichiatrica e quella nevrotica gli offrono il campo privilegiato d’esperienza di quanto si possa manifestare come vortice dell’insensato nei casi individuali, che fanno però anche emergere il disagio di una civiltà che non trova scopo in se stessa. Jung è un caso che fa epoca perché mette in gioco se stesso, per rispondere a se stesso e ai turbamenti dei suoi pazienti si fa cavia di un esperimento psichico e spirituale – testimoniato nel modo più radicale nel suo Libro Rosso – che lo conduce a sondare le possibilità e i limiti della cura psicoanalitica. E’ per questo che in lui e nella sua opera un nodo essenziale lega perdita di senso, psicopatologie, momento storico della cultura e della religione – il suo testa a testa con Nietzsche è uno dei più profondi confronti di due grandi anime sul “destino di Dio” – e indagine delle forme culturali d’Occidente e d’Oriente e dei loro presupposti generalmente umani.

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