Jacques Derrida. Desiderio, scrittura, sopravvivenza

Jacques Derrida. Desiderio, scrittura, sopravvivenza

Sabato 20 ottobre, h. 12:00 in Auditorium Orfeo Tamburi
RITRATTI
Jacques Derrida. Desiderio, scrittura, sopravvivenza
Con Simone Regazzoni

Jean-Luc Nancy ha ricordato come lui e Derrida parlassero spesso di resurrezione. Questo aneddoto non può stupire i lettori di Derrida, che è stato forse tra i filosofi contemporanei il più attento al legame tra vita e sopravvivenza, vita e ritorno spettrale del morto. Non c’è vita, per Derrida, che non sia già abitata da una certa morte a cui deve sopravvivere: e noi viventi umani siamo già, in vita, dei sopravvissuti, dei revenants, degli spettri che ritornano a vivere dopo e al di là della morte. Per questo il giorno della sua sepoltura Derrida ha voluto far leggere a suo figlio queste parole: ͞Preferite sempre la vita e affermate costantemente la sopravvivenza. Si tratta di temi centrali nel pensiero di Derrida, che tuttavia non sono stati affrontati all’interno di un discorso filosofico classico, bensì ospitati in una forma di scrittura autobiografica, singolare, idiomatica, in cui corpo e corpus si intrecciano, al punto da poter far dire a Derrida, parlando della propria scrittura, questo è il mio corpo. Misurarsi oggi con il corpo/corpus di Derrida, farlo rivivere nella lettura, significa misurarsi con il desiderio che da sempre lo anima: salvare tutto dalla morte, anche gli eventi più insignificanti, anche ciò che ha mancato di accadere.

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