Desiderio e rinascita

Desiderio e rinascita

Sabato 20 ottobre, h. 15:30 in Magazzino Tabacchi
CONVERSAZIONI
Desiderio e rinascita
Con Francesco Giglio, Sara Riccardi e Piero Feliciotti

La conversazione tra Feliciotti, Giglio e Riccardi a partire dall’esperienza clinica psicoanalitica sviluppata in contesti pubblici e privati, si concentrerà sul fattore terapeutico per eccellenza, il solo capace di originare la rinascita, la nuova vita soggettiva: il desiderio.

Sono in sequenza il reperimento, la ripulitura e la riattivazione del desiderio inconscio, vero motore della cura, a consentire di generare: figli, libri, professioni, relazioni, aziende, idee. Il desiderio soggettivo che si riattiva riapre alla linfa dell’”urgenza vitale”, che torna a circolare nelle vene rinsecchite dalla rinuncia, dalla vita spesa nella sottomissione sconsolata alla domanda dell’Altro.

Il desiderio inconscio non è la voglia conscia, non ha la mutevolezza capricciosa dell’inseguimento di oggetti luccicanti sempre nuovi, non è il “voglio questo, anzi no, quello”. Il desiderio soggettivo contiene un tratto costante e potente che lo rende affine alla vocazione, il percorso del desiderio è la traversata nel deserto, la disponibilità a mettersi in cammino verso la propria specifica terra promessa.

L’adesione inconscia alle attese dell’Altro, ma pure il senso d’indegnità, la colpa sorda e apparentemente inestirpabile che spinge verso la continua espiazione, strutturano la distanza del soggetto dal proprio desiderio e il suo incastro in una vita mortificata. Vivere lontano dal proprio desiderio è abitare una vita che non è più avvertita come propria, devitalizzata, senza gioia, votata alla continua ripetizione del medesimo scacco e alla contemplazione aggressiva e invidiosa delle vite degli altri. È proprio la distanza dal desiderio ciò che mortifica, genera sintomi sia individuali sia sociali, e allontana dalla salute psichica.

L’incontro con il proprio desiderio nella stanza d’analisi, la sua assunzione soggettiva e la relativa messa nel mondo è ciò che si respira nelle analisi riuscite, nelle quali il soggetto trova il coraggio per assumere la propria parola “singolare”, per autorizzarsi a percorrere la propria strada particolare.

L’assunzione della serenità del desiderio ha un effetto che dal soggetto contagia il sociale, rinascere nella propria posizione incarnata di essere desiderante è farsi vettori soggettivi del cambiamento possibile e porta ad assumere la responsabilità di una nuova economia di godimento che pur avendo conosciuto il fallimento non si è lasciata irretire dalle sue spire mortifere.

Negli analizzanti la psicoanalisi clinica produce assunzione di responsabilità, capacità di scelta, forza decisionale, attenzione e cura per le ragioni proprie e pure per quelle degli altri. La via psicanalitica può contribuire a fare del desiderio una virtù civile, che promuova nella società i valori della differenza, della ricchezza dell’incontro con l’eteros. Gli psicanalisti sono chiamati a non sottrarsi a questo compito sociale, nei luoghi in cui etica individuale e virtù sociali si incontrano, specie in tempi come questi nella società italiana. Solo in una democrazia compiuta la psicoanalisi può vivere in salute e contribuire alla rinascita delle libertà civili e sociali per tutti e per ognuno, uno per uno.

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