Kum

KUM!

Curare, educare, governare

Si chiama KUM! Festival ed è il nuovo progetto di Massimo Recalcati: dal 19 al 21 ottobre 2018 alla Mole Vanvitelliana di Ancona.
Il sottotitolo Curare, Educare, Governare, i tre mestieri impossibili secondo Freud, amplia il campo della riflessione e sottolinea la difficoltà e l’ambiguità del curare e del prendersi cura.

Ancona diviene così la città in cui i temi del welfare, della politica sanitaria, del disagio, della cura e delle sue possibili declinazioni filosofiche e sociali vengono trattati all’interno del suo antico Lazzaretto.

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KUM!

Il rinnovamento della vita

Mancava in Italia un luogo aperto di riflessione sul tema della cura e delle sue diverse pratiche. Abbiamo creato questo luogo situandolo nella suggestiva Mole vanvitelliana di Ancona dove ogni anno invitiamo a dialogare tra loro non solo specialisti della clinica (psicoanalisti, psichiatri, medici, pedagogisti), ma anche filosofi, antropologi, storici, scrittori, intellettuali che hanno, in forme diverse, una presa diretta sul tema della cura dei differenti volti della sofferenza; del malato, della Polis, della Terra e di noi stessi.

La parola che identifica questo luogo è una parola antica: Kum!. Essa ricorre almeno due volte nel testo biblico. La prima a proposito delle vicende del profeta Giona. E’ la scena inaugurale dove Dio, rivolgendosi a Giona, lo scuote dal suo sonno profondo invitandolo ad ascoltare la parola che affida un compito: Kum!, sveglia! alzati! Si tratta di un imperativo onomatopeico che esige un movimento, una ripartenza, la responsabilità di un atto. La seconda occasione la troviamo nei racconti evangelici delle resurrezioni e delle guarigioni compiute da Gesù che rivolgendosi a Lazzaro ripete lo stesso imperativo:  “Alzati e cammina!”.

Si tratta di una parola che bene si presta a riassumere il senso generale della cura: restituire la vita alla vita, consentire la ripartenza, riaprire in modo nuovo l’orizzonte del mondo. Freud aveva incluso le pratiche della cura, insieme a quelle dell’educare e del governare, nella serie dei mestieri considerati come “impossibili”. Curare, come educare e governare, significa, infatti, confrontarsi con l’esperienza di un impossibile che impone una distanza irriducibile da ogni utopia dell’Ideale. Non esiste cura cura tipo, cura universale, cura ideale. La pratica della cura è tale solo se si rivela capace di preservare l’attenzione per il particolare, per l’uno per l’uno, per il carattere assolutamente  singolare – insacrificabile ad ogni universale – dell’esistenza. Non esiste cura standard, cura anonima, cura protocollare. In questo senso ogni autentica pratica di cura ci ricorda che l’amore è sempre, come direbbe Lacan, “amore nome per nome”. E’ un principio che non coinvolge solo la gestione strettamente clinica dei rapporti di cura, ma si deve allargare eticamente coinvolgendo la vita collettiva della polis e delle sue istituzioni, quella dei gruppi e dei legami sociali, il nostro passato e il nostro futuro, la vita stessa della Terra.

Massimo Recalcati, direttore scientifico

Il tema 2018: Resurrezioni

“Nella parola KUM! è contenuto il grande tema del rinnovamento della vita laddove la vita pare morta, finita, gettata in uno scacco fatale. E’ la parola che Dio rivolge a Giona e Gesù a Lazzaro: Alzati! Ne abbiamo fatto la parola chiave delle pratiche della cura. In questo secondo anno di KUM è il mistero contenuto in questa parola a riunirci: è possibile rialzarsi quando l’esperienza della caduta, della malattia, del fallimento, della catastrofe appare senza rimedio alcuno? Non solo e non tanto è possibile una vita dopo la morte – tema caro alla religioni – , ma, soprattutto: è possibile ridare vita ad una vita che sembrava perduta, ricostruire una città che è stata distrutta, ritrovare un popolo che sembrava privato di ogni forma di identità, restituire un volto umano alla vita dopo l’esperienza dell’orrore?

Nella grande metafora cristiana della resurrezione è in gioco la forza della vita che resiste alla tentazione della morte e della distruzione. Ma anche l’evento della  sorpresa che accompagna il “miracolo” dell’uscita dal sepolcro. Ebbene non sono proprio questa resistenza e questa sorpresa – intesi laicamente – al centro di ogni avventura di cura? Certamente possono apparire esemplari alcuni casi ritenuti senza speranza che, nel corso di una cura, risorgono contraddicendo i protocolli e le previsioni prognostiche più nefaste. Può accadere con bambini colpiti da malattie rare, con giovani afflitti da patologie mentali gravi, con studenti ritenuti dall’istituzione Scuola senza speranza, con territori e città che hanno fatto esperienza –  solo apparentemente irreversibile – , della distruzione.  Ma più in generale la resistenza alla distruzione e la sorpresa della vita che non cede alla morte,  accompagnano anche i passi quotidiani della nostra esperienza più comune: testimoniare che non tutto è morte, non tutto è devastazione, non tutto è destinato a finire, che risorgere è un compito della vita.”

Massimo Recalcati

Promotori

Dal punto di vista tecnico, la Cura è da tempo elemento centrale nella vita quotidiana e nello sviluppo di Ancona, che ospita eccellenze socio-sanitarie ed è il fulcro della rete sanitaria regionale. Proprio questo ruolo, ci impone di affiancare alla necessaria e garantita prestazione di servizi una riflessione alta, e al tempo stesso profonda,sul concetto di Cura, interpellando grandi intellettuali e professionisti e coinvolgendo i principali attori del territorio regionale e, in prospettiva, nazionale. Perché? Perché il nostro compito è di non voltarci dall’altra parte, quando la Cura dell’altro ci richiede scelte, condotte, pensieri e attenzioni, e perché attorno a un tema così centrale nell’epoca contemporanea, una città degna di questo nome deve necessariamente interrogarsi e diventare laboratorio prodigo di risultati per l’intera comunità nazionale.
Sono queste le ragioni che ci hanno portato ad accogliere la proposta di Massimo Recalcati di dare vita al primo, grande festival dedicato all’argomento, e ad assumerci così il ruolo di chi si pone problemi e questioni che riguardano la propria epoca.

Valeria Mancinelli, Sindaco di Ancona

Un ringraziamento particolare a Tiziana Borini, Assessore alle Politiche Educative, Emma Capogrossi, Assessore ai Servizi Sociali, Igiene e Sanità, Pari Opportunità e Casa, e Paolo Marasca, Assessore alla Cultura, Politiche Giovanili e Turismo del Comune di Ancona

Promotori

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